L’esperienza non è una questione di stelle

Per molto tempo abbiamo associato il concetto di esperienza a tavola soprattutto all’alta ristorazione.

Il percorso, il racconto, il servizio, la cura di ciò che succede dall’inizio alla fine della cena.

Ma perché tutto questo dovrebbe appartenere soltanto a un ristorante stellato?

Anche la pizzeria può essere un’esperienza

Non intendiamo tovaglie bianche, formalità o piatti da spiegare per cinque minuti.

Anzi.

Per noi l’esperienza è qualcosa di molto più semplice: entrare in un locale e avere la sensazione che la serata sia stata pensata nel suo insieme.

Il cibo, certamente. Ma anche il ritmo, il servizio, quello che si beve, l’atmosfera e tutte quelle attenzioni che magari non si notano singolarmente, ma che insieme fanno la differenza.

È qui che la sala smette di essere soltanto il posto in cui vengono serviti i piatti e diventa parte di quello che succede.

La degustazione è il nostro modo di farlo

Con il nuovo menù abbiamo voluto introdurre anche dei percorsi degustazione.

Non per trasformare Sforketta in qualcosa che non è.

Siamo e desideriamo restare una pizzeria.

La degustazione ci permette però di dare alla cena un ritmo diverso: una successione di piccoli assaggi, LAB e pizza, consistenze e sapori che cambiano durante il percorso.

C’è una struttura, ma dentro quella struttura rimane la libertà di scegliere ciò che più incuriosisce.

Meno formalità, più attenzione

È forse questa la parte dell’alta ristorazione che ci interessa di più: l’idea che una cena possa essere qualcosa di più della somma dei piatti che arrivano al tavolo.

Vogliamo mantenere la naturalezza di una serata in pizzeria, arricchendola con una cura d’insieme che dia coerenza a tutto il percorso.

Si può venire da Sforketta e scegliere semplicemente la propria pizza.

Oppure, qualche volta, si può fare un viaggio diverso.

Perché per creare un’esperienza non servono le stelle.

Serve avere qualcosa da raccontare. E qualcuno che abbia voglia di raccontarvelo.

Cosa ci fa un Hokkaido Bread in una pizzeria?

Pan brioche, burger al miele, Hokkaido Bread all’orzo tostato.

No, non avete sbagliato menù.

Sono alcune delle nuove proposte che trovate da Sforketta, all’interno del nostro LAB.

Perché se è vero che siamo una pizzeria, è altrettanto vero che la nostra curiosità va un po’ oltre i confini della pizza.

Dalla pizza, ma non solo pizza

Impastare, sperimentare, cercare consistenze diverse fa parte del nostro lavoro da sempre.

E a un certo punto è stato naturale chiederci: perché fermarsi alla pizza?

Da qui nasce questa parte del nuovo menù.

Il pan brioche, soffice e burroso.
I piccoli burger al miele.
L’Hokkaido Bread, morbidissimo, che nella nostra versione incontra anche l’orzo tostato.

Basi diverse, consistenze diverse, che diventano il punto di partenza per giocare con ingredienti e abbinamenti.

Un inizio diverso per la cena

Li abbiamo pensati come piccoli assaggi per iniziare.

Porzioni contenute, proprio perché non vogliono prendere il posto della pizza che verrà dopo, ma aggiungere qualcosa alla cena: un sapore, una consistenza, una piccola deviazione prima di arrivare al cuore del nostro menù.

È anche questo uno dei modi in cui abbiamo voluto cambiare un po’ la classica serata in pizzeria.

Non più soltanto scegliere quale pizza mangiare, ma avere la possibilità di costruire un percorso un po’ più curioso, fatto anche di piccoli assaggi diversi da ciò che normalmente ci si aspetterebbe di trovare in una pizzeria.

Il nostro LAB

Lo abbiamo chiamato LAB proprio perché nasce dalla voglia di sperimentare.

Non vogliamo mettere dei confini troppo stretti a questa parte del menù: oggi ci sono pan brioche, burger e Hokkaido Bread; domani la nostra curiosità potrebbe portarci altrove.

La cosa importante è che ci somigli.

Ricerca, evoluzione e quella voglia di provare qualcosa di nuovo che, alla fine, è un po’ il filo conduttore di tutto quello che facciamo.

E adesso rimane la domanda più importante:

da quale cominciate?

Un nuovo menù, un nuovo modo di vivere la pizza

Un nuovo menù non significa semplicemente nuove pizze.

Almeno, non per noi.

Quello su cui abbiamo lavorato negli ultimi mesi è soprattutto un modo diverso di vivere una serata in pizzeria: più libero, più curioso e con più possibilità di scegliere come godersi la pizza.

La pizza resta al centro. Cambia il modo di scoprirla.

Ci sono nuovi prodotti, nuovi abbinamenti e modi diversi di lavorare e presentare la pizza.

Ma soprattutto c’è la possibilità di non fermarsi alla classica formula “scelgo la mia pizza e mangio quella”.

Il nuovo menù nasce anche per chi ha voglia di assaggiare, condividere, confrontare consistenze e sapori diversi durante la stessa cena.

Ed è qui che entra in gioco la degustazione.

Un percorso che permette di lasciarsi guidare e di scoprire più sfumature del nostro lavoro, senza dover scegliere una sola pizza dall’inizio alla fine.

A ognuno la sua Sforketta

Non vogliamo però trasformare una cena in qualcosa di rigido o impostato.

Anzi.

Puoi continuare a venire da Sforketta per la tua pizza preferita, oppure decidere di provare qualcosa che non hai mai mangiato. Puoi condividere, degustare, lasciarti consigliare.

Il punto è proprio avere più modi di vivere la stessa serata.

Perché non tutti abbiamo gli stessi gusti e non tutte le sere abbiamo voglia della stessa cosa.

Un menù che racconta meglio quello che siamo diventati

Sforketta è cambiata molto negli anni.

Abbiamo sperimentato, aggiunto nuovi prodotti, nuove consistenze e nuovi modi di intendere la pizza. Il nuovo menù prova a mettere insieme tutto questo e a raccontarlo in maniera più chiara.

Non è soltanto una raccolta di nuove proposte.

È un invito ad essere curiosi.

A provare qualcosa di diverso dal solito, a farsi sorprendere da una consistenza che non si conosceva o da un abbinamento che sulla carta non si sarebbe scelto.

E magari a scoprire che una serata in pizzeria può essere qualcosa di un po’ diverso da come l’abbiamo sempre immaginata.