Cosa ci fa un Hokkaido Bread in una pizzeria?

Pan brioche, burger al miele, Hokkaido Bread all’orzo tostato.

No, non avete sbagliato menù.

Sono alcune delle nuove proposte che trovate da Sforketta, all’interno del nostro LAB.

Perché se è vero che siamo una pizzeria, è altrettanto vero che la nostra curiosità va un po’ oltre i confini della pizza.

Dalla pizza, ma non solo pizza

Impastare, sperimentare, cercare consistenze diverse fa parte del nostro lavoro da sempre.

E a un certo punto è stato naturale chiederci: perché fermarsi alla pizza?

Da qui nasce questa parte del nuovo menù.

Il pan brioche, soffice e burroso.
I piccoli burger al miele.
L’Hokkaido Bread, morbidissimo, che nella nostra versione incontra anche l’orzo tostato.

Basi diverse, consistenze diverse, che diventano il punto di partenza per giocare con ingredienti e abbinamenti.

Un inizio diverso per la cena

Li abbiamo pensati come piccoli assaggi per iniziare.

Porzioni contenute, proprio perché non vogliono prendere il posto della pizza che verrà dopo, ma aggiungere qualcosa alla cena: un sapore, una consistenza, una piccola deviazione prima di arrivare al cuore del nostro menù.

È anche questo uno dei modi in cui abbiamo voluto cambiare un po’ la classica serata in pizzeria.

Non più soltanto scegliere quale pizza mangiare, ma avere la possibilità di costruire un percorso un po’ più curioso, fatto anche di piccoli assaggi diversi da ciò che normalmente ci si aspetterebbe di trovare in una pizzeria.

Il nostro LAB

Lo abbiamo chiamato LAB proprio perché nasce dalla voglia di sperimentare.

Non vogliamo mettere dei confini troppo stretti a questa parte del menù: oggi ci sono pan brioche, burger e Hokkaido Bread; domani la nostra curiosità potrebbe portarci altrove.

La cosa importante è che ci somigli.

Ricerca, evoluzione e quella voglia di provare qualcosa di nuovo che, alla fine, è un po’ il filo conduttore di tutto quello che facciamo.

E adesso rimane la domanda più importante:

da quale cominciate?

Pizzeria contemporanea: cosa significa davvero (senza giri di parole)

Negli ultimi anni si sente ovunque:
“pizzeria contemporanea”.

Ma cosa vuol dire davvero?

È solo un modo per dire che è più “gourmet”?
O c’è qualcosa di più?


Non è una moda. È un approccio.

La pizza contemporanea non è una ricetta precisa.
Non è una forma obbligata.

È un modo diverso di pensare la pizza.

👉 più attenzione
👉 più ricerca
👉 più cura in ogni passaggio

Non solo nel risultato finale, ma in tutto il processo.


Non è solo “più alta” o “più scenografica”

Spesso viene associata a:

  • cornicioni grandi
  • impasti più soffici
  • presentazioni più curate

Ma fermarsi a questo è riduttivo.

Perché la vera differenza non è come appare…
ma come si mangia.


L’esperienza cambia

Una pizza contemporanea è pensata per essere:

  • più equilibrata
  • più piacevole da mangiare
  • più leggera nella sensazione

Non deve “stancare”.
Non deve pesare.

Deve accompagnarti, non fermarti.


Gli ingredienti fanno la loro parte

C’è più attenzione nella scelta.
Più ricerca, più identità.

Non per complicare…
ma per dare senso a ogni elemento nel piatto.


Non è meglio o peggio. È diverso.

Non è una gara tra stili.

La pizza tradizionale ha la sua storia, il suo valore.
Quella contemporanea segue una strada diversa.

Più attuale, più personale, più libera, più sperimentale.


Alla fine conta una cosa sola

Puoi chiamarla come vuoi.

Contemporanea, classica, rivisitata.

Ma la vera domanda è sempre quella:

👉 ti è piaciuta davvero?
👉 ti ha fatto stare bene?

Se la risposta è sì… il resto passa in secondo piano.